Lehman Brothers — Il fallimento che innescò la crisi 2008

CIMITERO DELLE AZIONI

Lehman Brothers

L'innesco della crisi finanziaria globale del 2008.

2008
85,80 $ (gen. 2007)
Prezzo massimo
0,21 $ (set. 2008)
Prezzo minimo
~600 mld $ di asset
Danni stimati
15.09.2008
Insolvenza

Cronologia del fallimento

1850
Henry Lehman fonda l'azienda come negozio di tessuti a Montgomery, Alabama.
1994
Lehman si separa da American Express e torna società indipendente.
2003-2006
Espansione aggressiva nei mortgage-backed securities subprime — bilancio gonfio fino a 691 miliardi $.
Mar 2008
Bear Stearns viene salvata. Il mercato si chiede chi sarà il prossimo.
Giu 2008
Lehman annuncia perdita di 2,8 miliardi $ nel Q2 — la prima perdita trimestrale dalla quotazione.
Ago 2008
Tentativi di vendere quote a investitori sovrani coreani (KDB) e cinesi (CIC) falliscono.
12-14 set 2008
Weekend negoziati alla Fed di New York — Barclays e Bank of America valutano l'acquisto e si tirano indietro.
15 set 2008
Lehman presenta Chapter 11 — la più grande bancarotta nella storia degli Stati Uniti (640 miliardi $ di asset).
16 set 2008
AIG riceve 85 miliardi $ di salvataggio. Il giorno dopo il governo introduce il TARP da 700 miliardi.
2009-2010
Liquidazione patrimoniale frammentata: Barclays compra l'investment banking USA, Nomura quello asiatico ed europeo.

Cosa è successo veramente

Lehman Brothers era la quarta più grande banca d'investimento d'America — 158 anni di storia, 26.000 dipendenti, una reputazione di sopravvissuta a ogni crisi. Sotto il CEO Dick Fuld ("the Gorilla of Wall Street") l'azienda aveva costruito una posizione dominante negli MBS subprime: nel 2007 deteneva 85 miliardi $ di mortgage assets, il 4 % del portafoglio. Il leverage di bilancio aveva raggiunto 30:1 — significato che una caduta del 3,3 % degli asset avrebbe spazzato via il capitale.

Quando i prezzi delle case USA iniziarono a scendere nel 2007, il valore degli MBS subprime collassò. Lehman provò a nascondere il problema con il "Repo 105" — una manovra contabile che spostava temporaneamente 50 miliardi $ di asset fuori bilancio alla fine di ogni trimestre, per poi riacquistarli pochi giorni dopo. La SEC e i revisori Ernst & Young chiusero un occhio.

Nel weekend del 13-14 settembre 2008, alla Fed di New York, Henry Paulson e Tim Geithner orchestrarono trattative febbrili. Barclays voleva comprare ma serviva una garanzia statale; il governo britannico la negò. Bank of America scelse Merrill Lynch come acquisto migliore. La domenica sera la decisione: nessun salvataggio. Lunedì 15 settembre Lehman presentò Chapter 11. Il sistema finanziario globale entrò in panico — il commercial paper si bloccò, l'AIG quasi fallì, i mercati persero 30 % in 6 settimane.

I segnali d'allarme che tutti hanno ignorato

I segnali di allarme c'erano da anni. David Einhorn (Greenlight Capital) shortò Lehman da maggio 2008, denunciando pubblicamente la sopravvalutazione dei loro mortgage assets. Bear Stearns era saltata a marzo 2008 con un modello quasi identico — leverage estremo + esposizione subprime. Il prezzo delle credit default swap su Lehman era esploso: assicurarsi contro il fallimento di Lehman costava 70 punti base nel 2007, 700 a settembre 2008.

Internamente la cultura era tossica. Fuld era noto per licenziare chiunque avanzasse dubbi sul rischio. I quant del risk management vennero spostati o emarginati. Le bonus structures premiavano la presa di rischio: nel 2007, l'anno della catastrofe in arrivo, Fuld incassò 22 milioni $ in compensation. La ricerca interna sulla vulnerabilità subprime esisteva — ma non venne mai presentata al CdA.

Cosa possono imparare gli investitori oggi

Tre lezioni dal collasso Lehman: Primo, il leverage è il vero killer. Una banca con 30:1 di leverage non è "più efficiente" — è semplicemente vicinissima al fallimento. Dopo Lehman, Basel III ha imposto coefficient di leverage minimo del 3 % (cioè max 33:1). Secondo, "too big to fail" non è una garanzia — è una scommessa politica. Il governo USA salvò Bear Stearns ma non Lehman, decisione presa in 72 ore. Terzo, la concentrazione settoriale è il rischio meno apprezzato: nel 2007, qualunque banca con esposizione subprime > 4 % del bilancio era in pericolo, anche se i numeri assoluti sembravano "piccoli".

Fonti

  1. Wikipedia: Lehman Brothers
  2. SEC — Lehman Bankruptcy Report
  3. Financial Crisis Inquiry Commission Report
  4. Il Sole 24 Ore — Caso Lehman
  5. The Economist — Lehman Aftermath
Disclaimer: Questo articolo è a scopo storico ed educativo. Non costituisce consulenza finanziaria. Trading e investimenti comportano rischi.
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