Tasse sugli Interessi dei Conti Deposito 2026 — Come Funziona

RISPARMIO 2026 — FISCO

Tasse sugli Interessi dei Conti Deposito 2026

In Italia gli interessi di conti deposito, conti correnti e libretti sono tassati con un’imposta sostitutiva del 26 %, applicata direttamente come ritenuta dalla banca o dall’intermediario italiano. A questo si aggiunge l’imposta di bollo. Con il rialzo dei tassi della BCE di giugno 2026 (tasso sui depositi vicino al 2,25 %), la liquidità torna a rendere e più risparmiatori entrano in area tassabile.

Aggiornato: giugno 2026 · Aliquote e regole fiscali possono variare

🇮🇹 Come sono tassati gli interessi in Italia

Gli interessi di conti deposito, conti correnti e libretti sono redditi di capitale soggetti a un’imposta sostitutiva del 26 %. La banca o l’intermediario italiano applica questa ritenuta direttamente sugli interessi accreditati e la versa all’erario: l’interesse ti arriva quindi già al netto dell’imposta, senza ulteriori adempimenti da parte tua.

A differenza della Germania, in Italia non esiste una soglia di interessi esente tipo Sparerpauschbetrag: l’imposta del 26 % si applica fin dal primo euro di interesse. Va inoltre considerata l’imposta di bollo, descritta più sotto.

Imposta sugli interessi
26 %
imposta sostitutiva (ritenuta)
Imposta di bollo
0,2 %
annuo sui conti deposito
Conti esteri
RW + IVAFE
regime dichiarativo
Soglia esente
0 €
non prevista (diversa da Germania)

Il 26 % e l’imposta di bollo: come si sommano

Sui conti deposito l’imposta di bollo è dello 0,2 % annuo sulla giacenza (sul valore di mercato/giacenza del prodotto), trattenuta dalla banca. Sui conti correnti ordinari delle persone fisiche, invece, il bollo è un importo fisso di circa 34,20 € l’anno, dovuto solo se la giacenza media annua supera i 5.000 €.

Tassazione degli interessi in Italia (aggiornato giugno 2026)

Voce Aliquota / importo Chi applica
Interessi (imposta sostitutiva) 26 % banca / intermediario
Bollo conto deposito 0,2 % annuo sulla giacenza banca
Bollo conto corrente (persone fisiche) ~34,20 € fissi/anno solo se giacenza media > 5.000 €

Esempio: su 1.500 € di interessi da conto deposito, l’imposta sostitutiva del 26 % è di 390 €, trattenuta direttamente dalla banca; ti restano circa 1.110 € netti, a cui va sottratto il bollo dello 0,2 % calcolato sulla giacenza del conto.

Conti e depositi esteri: quadro RW e IVAFE

Se i tuoi interessi maturano su un conto presso una banca estera (per esempio tramite piattaforme di deposito o intermediari esteri), la ritenuta italiana del 26 % di norma non viene applicata automaticamente. In questo caso scatta il regime dichiarativo: devi indicare le attività estere nel quadro RW della dichiarazione e versare l’IVAFE (l’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero), oltre a tassare gli interessi al 26 %.

Conti esteri: obblighi di monitoraggio e sanzioni

Sugli interessi maturati all’estero la banca italiana non trattiene nulla: sei tu a dover dichiarare le attività nel quadro RW, versare l’IVAFE e tassare gli interessi al 26 %. La mancata compilazione del quadro RW comporta sanzioni anche rilevanti. Un’eventuale imposta già pagata all’estero può spesso essere recuperata come credito per evitare la doppia imposizione. Le indicazioni qui riportate sono di carattere generale e non costituiscono consulenza fiscale: per la tua situazione rivolgiti a un commercialista.

Perché il tema conta nel 2026

Dopo il primo rialzo dei tassi BCE dal 2023 (tasso sui depositi intorno al 2,25 %), conti deposito e vincoli tornano a offrire interessi apprezzabili. Poiché in Italia non c’è una soglia esente, ogni euro di interesse è tassato al 26 %: nel confrontare i rendimenti conviene sempre ragionare al netto di imposta sostitutiva e bollo. Dichiarare correttamente gli interessi esteri evita brutte sorprese e sanzioni.

FAQ — Tasse sugli interessi 2026

Quanto si paga di tasse sugli interessi di un conto deposito in Italia?

Gli interessi di conti deposito, conti correnti e libretti sono soggetti a un’imposta sostitutiva del 26 %, applicata direttamente come ritenuta dalla banca o dall’intermediario italiano. A questa si aggiunge l’imposta di bollo: lo 0,2 % annuo sulla giacenza per i conti deposito, oppure un importo fisso di circa 34,20 € l’anno per i conti correnti delle persone fisiche con giacenza media superiore a 5.000 €.

Devo dichiarare gli interessi se la banca applica già la ritenuta?

No, se operi con una banca o un intermediario italiano: la ritenuta del 26 % è applicata e versata direttamente dall’intermediario, quindi ricevi gli interessi già al netto e non devi indicarli in dichiarazione. La dichiarazione diventa invece necessaria quando gli interessi maturano su conti esteri, dove non c’è ritenuta automatica.

Come sono tassati gli interessi di un conto estero?

Sugli interessi di conti esteri la ritenuta italiana del 26 % non viene applicata automaticamente: scatta il regime dichiarativo. Devi indicare le attività estere nel quadro RW della dichiarazione, versare l’IVAFE sul valore del conto e tassare gli interessi al 26 %. Un’imposta già pagata all’estero può spesso essere recuperata come credito per evitare la doppia imposizione.

In Italia esiste una soglia di interessi esente da tasse?

No. A differenza della Germania, dove i primi 1.000 € di interessi per persona sono esenti, in Italia non esiste alcuna soglia esente: l’imposta sostitutiva del 26 % si applica fin dal primo euro di interesse, a cui si aggiunge l’imposta di bollo sul conto.

Approfondimenti sul tema

Nota: Aliquote, importi e procedure sono aggiornati a giugno 2026 e possono variare — fanno fede la normativa fiscale vigente e la tua dichiarazione. Questo articolo è un’informazione generale e non costituisce consulenza fiscale o finanziaria. In caso di dubbio rivolgiti a un commercialista o all’Agenzia delle Entrate.

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