L’economia statunitense ha creato 178.000 posti di lavoro a marzo 2026, sostanzialmente in linea con le attese, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,3%. In superficie, un dato solido. Sotto la superficie, sta emergendo un quadro più complesso, con implicazioni significative per il posizionamento azionario e la politica della Fed.
I guadagni si sono concentrati nella sanità (+76.000), nell’edilizia (+26.000) e nei trasporti (+21.000). Ma la vera storia è dall’altro lato del bilancio: l’occupazione del governo federale è scesa di altri 18.000 posti, prolungando una tendenza che ha ormai eliminato 355.000 posti di lavoro federali — un calo dell’11,8% — dal picco di ottobre 2024. Anche i servizi finanziari hanno perso 15.000 posti.
La retribuzione oraria media è salita del 3,5% su base annua, a 37,38 $, un ritmo che resta al di sopra della zona di comfort della Fed. Con i prezzi del petrolio elevati, sopra i 110 $ a causa del conflitto con l’Iran, la Fed si trova davanti a un calcolo difficile: tagliare i tassi per sostenere un mercato del lavoro in indebolimento, oppure mantenerli per prevenire una nuova fiammata dell’inflazione? I dati sull’occupazione di marzo rendono meno probabile un taglio dei tassi a giugno.
Cosa significa per il tuo portafoglio
La biforcazione del mercato del lavoro — forti assunzioni nel settore privato accanto alla contrazione di quello pubblico — crea opportunità specifiche per settore. Sanità ed edilizia restano resilienti, mentre i servizi finanziari affrontano venti contrari. Per gli investitori che seguono la nostra Smart Money Leaderboard, va notato che diversi gestori hanno aumentato la propria esposizione ai titoli sanitari nei recenti documenti 13F.
Il dato sulla crescita salariale (3,5%) è particolarmente importante nel contesto dello shock petrolifero innescato dall’Iran. Se i costi dell’energia restano elevati mentre i salari continuano a crescere, i margini aziendali si comprimeranno — soprattutto per le imprese rivolte ai consumatori. Ciò è coerente con la debolezza che abbiamo osservato questa settimana nei titoli dei beni discrezionali, con Nike in calo di quasi il 30% da inizio anno dopo una guidance debole.
Il BMInsider Fear & Greed Index terrà conto di questi dati nel suo prossimo aggiornamento. Tieni d’occhio le variazioni nel sotto-indicatore del mercato del lavoro.
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