Che cos’è il TER di un ETF? I costi spiegati in modo semplice (2026)

GUIDA AGLI ETF 2026

Che cos’è il TER di un ETF?

Il TER (Total Expense Ratio, rapporto di spese totali) è il rapporto dei costi correnti annui di un ETF, espresso in percentuale. Un ETF con un TER dello 0,20 % ti costa ogni anno lo 0,20 % del patrimonio investito — su 10.000 € sono quindi 20 €. Viene addebitato direttamente all’interno del fondo, quindi non lo paghi mai a parte. Ecco cosa comprende e cosa no.

Aggiornato: giugno 2026

Che cosa significa il TER

Il TER riunisce i costi correnti di un ETF: commissione di gestione, commissione della banca depositaria, costi di licenza e di amministrazione. Non viene addebitato sul conto, bensì sottratto ogni giorno in modo proporzionale dal patrimonio del fondo — è quindi già incluso nella quotazione. Gli ETF mondiali tipici si collocano tra lo 0,10 e lo 0,20 %, mentre gli ETF tematici tra lo 0,40 e lo 0,80 %.

ETF mondiale
0,10–0,20 %
molto economico
ETF tematico
0,40–0,80 %
più costoso
Fondo attivo
1,5–2,0 %
per confronto
Addebito
nella quotazione
nessun addebito a parte

Che cosa NON include il TER

  • Costi di ordine / spread: la commissione del tuo broker all’acquisto e lo spread denaro-lettera in borsa.
  • Imposte (imposta sostitutiva): la tassazione delle plusvalenze non fa parte del TER.
  • Costi di transazione interni al fondo: i costi di negoziazione interni vengono indicati a parte (spesso come «costi di transazione»).

Quanto erode il TER il tuo rendimento?

Su orizzonti lunghi, una piccola differenza di TER incide sorprendentemente molto — per via dell’interesse composto. Il seguente esempio di calcolo mostra il patrimonio finale dopo 30 anni con un investimento di 10.000 € e un rendimento lordo ipotizzato del 7 % annuo.

Patrimonio finale dopo 30 anni (10.000 €, 7 % lordo, esempio)

TER rend. netto annuo Patrimonio finale
0,10 % 6,90 % ~73.700 €
0,20 % 6,80 % ~71.700 €
0,50 % 6,50 % ~66.100 €
1,50 % 5,50 % ~49.800 €
Il TER non è tutto

Un TER basso è positivo, ma non è l’unico criterio. Contano anche la tracking difference (differenza di replica) (con quanta precisione l’ETF replica l’indice), la dimensione del fondo, la negoziabilità e il trattamento fiscale. Un ETF con un TER leggermente più alto, ma che replica l’indice in modo più preciso, può rivelarsi migliore alla fine.

Domande frequenti — il TER negli ETF

Che cos’è il TER di un ETF?

Il TER (Total Expense Ratio) è il rapporto dei costi totali annui di un ETF, espresso in percentuale. Comprende i costi correnti, come le commissioni di gestione e della banca depositaria. Con un TER dello 0,20 % paghi ogni anno lo 0,20 % del valore investito — su 10.000 € sono quindi 20 €. L’importo viene regolato automaticamente all’interno del fondo, quindi non vedi mai un addebito a parte.

Il TER viene addebitato in aggiunta?

No. Il TER non viene addebitato sul tuo conto, ma sottratto ogni giorno in modo proporzionale direttamente dal patrimonio del fondo. È quindi già incluso nella quotazione dell’ETF. Lo paghi indirettamente, attraverso un rendimento leggermente inferiore.

Qual è un buon TER per un ETF?

Per gli ETF mondiali ampi, lo 0,10–0,20 % è considerato economico. Gli ETF tematici e di nicchia si collocano spesso tra lo 0,40 e lo 0,80 %. Per confronto: i fondi a gestione attiva applicano spesso tra l’1,5 e il 2,0 %. Su orizzonti lunghi, già una piccola differenza incide molto per via dell’interesse composto.

Qual è la differenza tra il TER e i costi effettivi?

Il TER copre i costi correnti del fondo, ma non tutto: i costi di ordine e lo spread all’acquisto, i costi di transazione interni del fondo e le imposte si aggiungono a parte. La tracking difference (differenza di replica) mostra alla fine quanto rendimento è stato realmente perso rispetto all’indice — spesso più indicativa del TER da solo.

Approfondimenti sul tema

Avvertenza: Inquadramento giornalistico e formazione generale, non consulenza in materia di investimenti o fiscale. Gli esempi di calcolo sono illustrazioni semplificate con rendimenti ipotizzati; i risultati effettivi variano e possono essere inferiori. I rendimenti passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

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