La regola del 4% spiegata (2026) — prelevare in sicurezza

GUIDA FINANZIARIA 2026

La regola del 4% spiegata

La regola del 4% dice che puoi prelevare il 4% del tuo portafoglio nel primo anno di pensionamento e adeguare quell’importo all’inflazione ogni anno, senza che il denaro finisca nell’arco di circa 30 anni. In altre parole: ti serve all’incirca 25 volte le tue spese annue. Ecco origine, esempio e limiti.

Aggiornato: giugno 2026 · Un valore orientativo, non una garanzia

Che cosa dice esattamente la regola del 4%

Nel primo anno prelevi il 4% del tuo patrimonio e poi aumenti quell’importo in euro ogni anno in base all’inflazione. Con un portafoglio da 500.000 € sono 20.000 € il primo anno (circa 1.667 € al mese). La regola deriva dallo studio Trinity statunitense, che ha analizzato dati di mercato storici su periodi di 30 anni.

Prelievo anno 1
4%
del capitale iniziale
Capitale necessario
25×
delle spese annue
Orizzonte temporale
~30 anni
alla base dello studio
Adeguamento
Inflazione
aumentare ogni anno

Esempio: quanto capitale ti serve?

25× le spese annue (calcolo di esempio)

Spese/mese Spese/anno Capitale necessario
1.000 € 12.000 € 300.000 €
2.000 € 24.000 € 600.000 €
3.000 € 36.000 € 900.000 €
4.000 € 48.000 € 1.200.000 €

I punti deboli della regola

  • Rischio di sequenza dei rendimenti: un crollo proprio all’inizio della fase di prelievo può indebolire il portafoglio in modo duraturo.
  • Pensionamenti più lunghi: chi va in pensione a 40 anni (oltre 40 anni) dovrebbe prelevare con maggiore prudenza, piuttosto tra il 3 e il 3,5%.
  • Imposte: il 4% è lordo; l’imposta sostitutiva del 26% riduce la somma effettivamente disponibile.
  • Dati statunitensi: lo studio si basa sui mercati storici degli Stati Uniti — nessuna garanzia per il futuro o per altri Paesi.
Un valore orientativo, non una legge di natura

La regola del 4% è una regola pratica utile per la pianificazione, non una promessa garantita. Ha funzionato nella maggior parte dei periodi storici, ma in alcuni sfavorevoli no. Restare flessibili — prelevare un po’ meno negli anni negativi — aumenta nettamente la sicurezza.

Esempio pratico: un portafoglio da 500.000 € su 30 anni

Come funziona la regola nel concreto, su tre decenni? Supponiamo che tu vada in pensione con 500.000 €, prelevi 20.000 € il primo anno e aumenti l’importo del 2% all’anno per l’inflazione. Il portafoglio rende in media il 5% annuo. Prelievi e valore del portafoglio si sviluppano così:

Piano di prelievo: 500.000 € iniziali, rendimento 5%, inflazione 2%

Anno Prelievo in quell’anno Portafoglio a fine anno
Anno 1 20.000 € 504.000 €
Anno 10 23.900 € 527.500 €
Anno 20 29.100 € 509.500 €
Anno 30 35.500 € 403.600 €

Il risultato sorprende molti: in 30 anni prelevi complessivamente circa 811.000 € — molto più dei 500.000 € iniziali — e alla fine restano comunque circa 400.000 €. Il motivo è che nei primi anni il rendimento fa crescere il portafoglio più in fretta di quanto i prelievi lo svuotino. Fino all’anno 15 circa il valore addirittura sale; solo dopo il capitale inizia lentamente a ridursi.

Il calcolo però si rompe se i rendimenti restano bassi a lungo: con solo il 3% annuo, lo stesso portafoglio si esaurirebbe poco prima dell’anno 30. È esattamente per questo che la regola del 4% è uno strumento di pianificazione per un portafoglio ricco di azioni — con i soli rendimenti di conti deposito od obbligazioni non funziona.

I mercati non rendono in modo uniforme

La tabella ipotizza un 5% costante ogni anno. I rendimenti reali oscillano molto e l’ordine conta: se gli anni negativi arrivano all’inizio, prelevi da un portafoglio ridotto e ogni euro prelevato perde il recupero successivo. Una riserva di liquidità pari a due o tre anni di spese, da usare negli anni di crollo, disinnesca proprio questo rischio.

FAQ — la regola del 4%

Che cos’è la regola del 4% spiegata in modo semplice?

La regola del 4% dice che puoi prelevare il 4% del tuo patrimonio accumulato nel primo anno di pensionamento e poi adeguare quell’importo all’inflazione ogni anno, senza che il denaro finisca nell’arco di circa 30 anni. In pratica, per farlo ti serve all’incirca 25 volte le tue spese annue.

Quanti soldi mi servono secondo la regola del 4%?

Ti serve all’incirca 25 volte le tue spese annue. Chi ha bisogno di 2.000 € al mese (24.000 € all’anno) arriva a circa 600.000 €. Con 1.000 € al mese sono circa 300.000 €. Questi importi sono lordi, al netto delle imposte.

La regola del 4% è ancora sicura?

È considerata un valore orientativo valido, ma non è una garanzia. Con pensionamenti molto lunghi, valutazioni di mercato elevate o un crollo all’inizio della fase di prelievo, può essere più sensato un tasso più prudente, tra il 3 e il 3,5%. Chi preleva in modo flessibile aumenta la propria sicurezza.

Da dove nasce la regola del 4%?

Risale allo studio Trinity statunitense degli anni Novanta, che ha analizzato i rendimenti storici di azioni e obbligazioni su periodi di 30 anni. Ha mostrato che un prelievo del 4% adeguato all’inflazione ha retto per 30 anni nella maggior parte di quei periodi.

Cosa succede se i mercati crollano subito dopo la pensione?

È il rischio più grande della regola, il cosiddetto rischio di sequenza dei rendimenti: prelevi da un portafoglio ridotto e ogni euro prelevato non partecipa al recupero. Le difese pratiche sono una riserva di liquidità pari a due o tre anni di spese, da usare durante il crollo, e prelievi flessibili — per esempio rinunciare all’adeguamento all’inflazione negli anni negativi. Anche piccoli tagli nei primi cinque anni migliorano sensibilmente la durata del portafoglio.

La regola del 4% si calcola al lordo o al netto delle tasse?

Al lordo: tasse e costi vanno aggiunti. In Italia sulle plusvalenze degli ETF si applica un’imposta del 26%, ma viene tassata solo la componente di guadagno di ogni vendita, non l’intero prelievo. A questo si sommano i costi del fondo, che con ETF economici restano sullo 0,1–0,2% annuo. Molti pianificatori usano semplicemente un tasso personale più prudente — 3,5% invece di 4% — per lasciare spazio a tasse e costi.

Approfondimenti sul tema

Nota: Inquadramento giornalistico ed educazione generale, non consulenza finanziaria né fiscale. I calcoli di esempio sono illustrazioni semplificate con rendimenti ipotetici; i risultati effettivi variano e possono essere inferiori. I rendimenti passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

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