Mentre il mercato azionario salta da un massimo storico all’altro, la Federal Reserve resta sorprendentemente silenziosa. La presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, lo ha messo in chiaro venerdì: nonostante il calo dei prezzi del petrolio, la Fed non taglierà i tassi a breve.
Cosa ha detto Daly
“In questo momento la politica monetaria si trova in una posizione molto buona — leggermente restrittiva, senza frenare l’economia al punto da far vacillare il mercato del lavoro, ma senza nemmeno mollare del tutto le redini”, ha dichiarato Daly a un evento alla UC Berkeley. La sua conclusione: “Trovarsi in una modalità attendista è davvero una bella posizione in cui stare”.
Daly era favorevole a tagli dei tassi prima della guerra con l’Iran. Ora ha cambiato posizione. Il motivo: nessuno sa se il petrolio resterà a 83 $ o sarà di nuovo a 100 $ la prossima settimana. Questa incertezza rende impossibile una decisione sui tassi.
Perché è importante
A inizio anno i mercati avevano prezzato due tagli dei tassi per il 2026. Quelle aspettative sono state completamente ridimensionate. I futures sui Fed funds indicano un tasso overnight che chiuderà l’anno nella fascia 3,50–3,75% — invariato.
Secondo Goldman Sachs, sei delle dieci banche centrali del G10 dovrebbero ora alzare i tassi nel 2026 — al rialzo, non al ribasso. Il conflitto con l’Iran ha completamente modificato le dinamiche globali dell’inflazione.
L’eccezione: il rendimento del decennale è in calo
È interessante notare che il rendimento del Treasury decennale è sceso di 6,5 punti base venerdì, al 4,24%. Il mercato obbligazionario sta prezzando un allentamento dell’inflazione — anche senza un taglio dei tassi della Fed.
Per le azioni questo è positivo: tassi a lungo termine più bassi rendono i titoli growth più attraenti. Ciò spiega in parte perché il Nasdaq è salito per 13 giorni consecutivi.
Per gli investitori
Non aspettatevi un taglio dei tassi prima dell’autunno — nella migliore delle ipotesi. La Fed attenderà l’esito del conflitto con l’Iran, monitorerà l’inflazione e agirà solo quando emergerà chiarezza. Per il mercato azionario questo non è necessariamente un male: finché l’economia resta forte (i dati sul lavoro restano robusti — le richieste iniziali di sussidi sono ad appena 207.000), il mercato non ha bisogno dei tagli dei tassi come catalizzatore. Segui l’umore del mercato con il nostro Fear & Greed Index.
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