Per anni Intel è stata il bersaglio preferito dell’industria dei semiconduttori. Mentre Nvidia volava sulla domanda di IA e AMD ne erodeva la quota di mercato nei server, Intel ha lottato con ritardi produttivi, margini in calo e un prezzo del titolo dimezzato rispetto ai massimi del 2021.
Poi, il 7 aprile 2026, il CEO Lip-Bu Tan ha annunciato qualcosa che nessuno si aspettava: una partnership con il progetto «Terafab» di Elon Musk — un piano ambizioso per produrre un terawatt di capacità di calcolo annua destinata ad alimentare i robot umanoidi di Tesla e i data center spaziali di SpaceX. Le azioni Intel sono balzate del 3% sulla notizia.
Non si tratta dell’ennesimo comunicato stampa. Rappresenta un potenziale punto di svolta per un’azienda che è stata data per spacciata dalla maggior parte di Wall Street. La domanda per gli investitori è se questo sia un vero punto di svolta — o solo l’ennesimo capitolo della lunga saga di Intel fatta di promesse eccessive e risultati deludenti.
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