I mercati finanziari globali stanno vivendo una calma tesa. Il cessate il fuoco di due settimane concordato tra Stati Uniti e Iran il 7 aprile scade mercoledì — e la domanda cruciale è se il presidente Donald Trump accetterà una proroga.
I segnali sono contrastanti. Martedì, Trump si è detto fiducioso che si sarebbe raggiunto un “grande accordo” con l’Iran. Allo stesso tempo, ha avvertito che l’esercito statunitense era “pronto” a colpire l’Iran se non si fosse raggiunta un’intesa entro la scadenza.
Lo Stretto di Hormuz come fattore chiave
La situazione allo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20 percento delle forniture mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto, è decisiva per i mercati. Dopo brevi speranze di una piena riapertura venerdì scorso, l’Iran ha nuovamente annunciato sabato restrizioni al traffico marittimo. Il blocco navale statunitense resta in vigore.
I prezzi del petrolio hanno reagito di conseguenza. Il greggio Brent scambia intorno ai 95 dollari al barile, il West Texas Intermediate a circa 89 dollari. Entrambi potrebbero schizzare significativamente più in alto — gli analisti considerano realistici prezzi da 120 a 150 dollari al barile in caso di chiusura prolungata.
Reazioni del mercato azionario
I principali indici hanno mostrato una notevole resilienza. L’S&P 500 scambia vicino ai massimi storici e il Nasdaq Composite ha messo a segno la sua più lunga serie positiva dal 1992 — 13 sedute di contrattazione positive consecutive.
I titoli della difesa, le società di software statunitensi orientate al mercato interno e i nomi dell’energia con produzione al di fuori del Medio Oriente sono tra i vincitori. Tra i perdenti figurano le compagnie aeree, gli operatori turistici e i settori ad alta intensità energetica.
Cosa devono sapere gli investitori
Sono possibili tre scenari: primo, una proroga del cessate il fuoco — i prezzi del petrolio scendono, i mercati continuano a salire. Secondo, un conflitto limitato — probabile una correzione moderata. Terzo, una chiusura prolungata di Hormuz — conseguenze molto più dure, in particolare per i mercati europei.
Storicamente, le crisi geopolitiche sono state spesso buone opportunità di acquisto. La domanda è se siamo già in un’esagerazione al rialzo. Le prossime 72 ore faranno chiarezza.
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